ravioli burro

Il burro: protagonista di storie personali e comuni

Una siciliana che vi racconta di quanto sia legata al burro, sembra strano, lo so, ma io e questo prodotto abbiamo un legame strettissimo!

In casa non è mai mancato, adoravo mangiarlo rubandolo dal contenitore con un cucchiaino mentre mamma cucinava.
Il suono del burro che sfrigola in padella mentre si prepara a dorare le fettine di scaloppine, il tocchetto dal cuore ancora freddo che inizia a sciogliersi e che presto incontrerà la salvia e poi, insieme, i ravioli. Quella sensazione di resistenza e poi subito morbidezza che trasmette alle mani che impastano fiere e vogliamo parlare del profumo dei biscotti della mamma che cuociono in forno? Sono ricordi vividi che rivivono ogni giorno nella mia cucina.

Il burro è così, abbraccia ogni senso e si avvinghia ai ricordi e al gusto.
Racconta di luoghi lontani e vicini, di tradizioni italiane e di salse francesi o di piatti del Nord Europa, ad esempio.
È protagonista di storie personali e comuni.

 

A proposito di storie comuni, sapevate che Plinio il Vecchio ne tesseva le lodi nel «Naturalis Historia»? Il burro – racconta – era l’alimento raffinato dei popoli barbari.
E che nella cattedrale di Rouen, in Francia, c’è una torre chiamata La torre del burro detta così perché finanziata con le indulgenze della quaresima?
Il burro è anche tra i protagonisti di una ricetta speciale scritta in versi da Pascoli nel 1905 e inviata all’amico Augusto Guido Bianchi.

 

Risotto Romagnolesco

Amico, ho letto il tuo risotto in …ai!

E’ buono assai, soltanto un po’ futuro,

con quei tuoi “tu farai, vorrai, saprai”!

Questo, del mio paese, è più sicuro

perché presente. Ella ha tritato un poco

di cipolline in un tegame puro.

V’ha messo il burro del color di croco

e zafferano (è di Milano!): a lungo

quindi ha lasciato il suo cibrèo sul fuoco.

Tu mi dirai:”Burro e cipolle?”. Aggiungo

che v’era ancora qualche fegatino

di pollo, qualche buzzo, qualche fungo.

Che buon odor veniva dal camino!

Io già sentiva un poco di ristoro,

dopo il mio greco, dopo il mio latino!

Poi v’ha spremuto qualche pomodoro;

ha lasciato covare chiotto chiotto

in fin c’ha preso un chiaro color d’oro.

Soltanto allora ella v’ha dentro cotto

Il riso crudo, come dici tu.

Già suona mezzogiorno… ecco il risotto

romagnolesco che mi fa Mariù.

 

Come rinunciare al burro nel risotto? Io proprio non riesco e, secondo me, il buon Giovanni e la sorella Mariù sarebbero d’accordo con me! 😉

 

Facendo un salto nel passato, poi, ritrovo i racconti che leggevo da bambina e, anche qui, tra una pagina e l’altra della mia mente incontro il burro.

Lo ricordo ne «Il Giardino Segreto» di Frances Hodgson Burnett, quando il burro è l’ingrediente che arricchisce le patate arrosto che già pregusta Dickon nel suo forno immaginario.
«Le uova al forno furono una leccornia ancora sconosciuta, e le patate arrosto calde con burro e sale parvero un manicaretto degno di un re, oltre a riempire magnificamente lo stomaco»
Chi non ricorda poi la scena di «Alice nel paese delle meraviglie» in cui il burro incontra l’orologio del povero Coniglio Bianco e resa ancora più esilarante dal cartone animato della Disney?

«Alice esitò per un attimo e poi rispose: “Oggi ne abbiamo quattro”.

“E’ indietro di due giorni!” sospirò il Cappellaio. E guardando di traverso la Lepre di Marzo aggiunse: “Te lo avevo detto che il burro avrebbe guastato il congegno!”

“Ma il burro era ottimo!” rispose la Lepre con tono di scusa.

“Sì, sì, ma devono esserci scivolate dentro anche delle briciole” borbottò il Cappellaio. “Non avresti dovuto spalmare il burro sull’orologio col coltello del pane”.

La Lepre di Marzo prese l’orologio e l’osservò avvilita. Poi lo infilò nella sua tazza di tè, lo trasse fuori di nuovo, tornò a guardarlo, ma non seppe far altro che tornare alla prima osservazione.

E ripeté: “Eppure il burro era ottimo!”»

 

Lasciatemi concludere questa breve digressione sui racconti di burro con una doppia dedica d’amore, entrambe tratte dal film Julie & Julia.

«Tu sei il burro sul mio pane, e il pane della mia vita»

 

Queste le parole con cui Paul Child fece battere il cuore della fantastica Julia durante una cena di San Valentino. Una dedica che una ogni amante della cucina, ma anche della genuinità vorrebbe sempre sentirsi fare dal proprio amato, non siete d’accordo? 😉

La seconda, invece, è proprio dedicata a questo avvolgente e sublime ingrediente:

«Fatemi dire una cosa… esiste niente di meglio del burro?

L’importante è che sia ottenuto dalla centrifuga di panna fresca, proprio come il burro Inalpi.

Pensateci bene, tutte le volte che assaggiate una cosa che è squisita oltre ogni immaginazione dite: ma che cosa ci hanno messo? la risposta quasi sempre sarà: il burro!

[…]

Questa è la mia ultima parola sull’argomento: il burro… non è mai… troppo!»

 

Non mi resta che augurarvi gustosi ricordi di burro!

Articolo di Ornella Daricello di Gialla tra i fornelli

15 luglio 2017