Latte

Demonizzazione dei latticini: miti, pregiudizi e verità

Il tema dei latticini suscita molte domande e perplessità e su questo argomento i media hanno creato un vero e proprio fenomeno che spesso si traduce con vere e proprie campagne contro latte e lattosio.

Assistiamo ad un fenomeno mediatico in cui l’educazione nutrizionale viene spesso legata al mondo dei media e dei social che molte volte trasmette messaggi errati e sommari con conseguenze dannose per la salute.

 

Queste notizie hanno grande potere persuasivo ed influenzano la percezione e le idee delle persone spesso negativamente.

 

Ma ora vediamo i 5 miti più comuni da sfatare:

 

1.

MITO Bevendo il latte vaccino si ingeriscono sostanze inquinanti presenti nei mangimi e sostanze somministrate agli animali per evitare infezioni.

 

VERITA’ In Italia latte, burro e Yogurt sono costantemente controllati e l’utilizzo di pesticidi ed antibiotici è severamente regolamentato da leggi, la presenza di qualsiasi antibiotico nel latte farebbe fallire il processo di caseificazione.

 

2.

MITO Numerosi studi sostengono la pericolosità del consumo di latte e latticini.

 

VERITA’ Non esistono studi riconosciuti a livello mondiale a suffragio di questa tesi ad eccezion fatta per le persone realmente allergiche/intolleranti al lattosio.

 

3.

MITO La caseina causa tumori

VERITA’ Lo studio di C.T Campbell del 2005 che mette sotto accusa la caseina, si basa sul fatto che i Cinesi che non sono consumatori di latte hanno una minor incidenza di tumori non è stato riconosciuto scientificamente.

 

4.

MITO il latte è dannoso a livello cardiovascolare

VERITA’ il latte in sé non favorisce le patologie cardiovascolari, è l’eccesso di grassi animali che potrebbe essere dannoso per le persone sensibili a questi disturbi.

 

5.

MITO il latte è uno degli allergeni più importanti , gran parte della popolazione non tollera il latte.

 

VERITA’ Il lattosio è un disaccaride formato da glucosio e galattosio si trova nel latte animale e per essere digerito cioè suddiviso nei due zuccheri che lo compongono serve l’enzima lattasi.
Questo enzima è indotto della presenza del lattosio nell’organismo cioè l’apparato digerente lo produce solo in presenza di lattosio. Cioè quando beviamo il latte.
Se non beviamo latte per un po di tempo la lattasi smette di essere prodotta perché non serve a niente .
Se adesso riprendiamo a bere il latte non possiamo introdurre subito un bicchiere di latte perché parte del lattosio non potrebbe essere digerito a causa dell’assenza della lattasi.
Ciò provocherebbe il passaggio del lattosio indigerito nell’intestino.
I microrganismi della flora microbica intestinale possono trasformare il lattosio ma provocano gas che possono infastidire e dare dolore alla pancia.
Perciò al momento del reinserimento del latte nella dieta bisogna farlo poco alla volta per dar tempo alla lattasi di essere prodotta.

 

A suffragio di queste verità abbiamo anche un lungo articolo del TIME redatto già nel giugno del 2014 che spiega in modo esaustivo il perché non dobbiamo “demonizzare” l’assunzione dei latticini:

 

La guerra contro i grassi inizia in America nel 1980 quando le prime linee guida alimentari consigliavano di evitare ogni tipo di colesterolo e di grasso per ridurre il rischio di infarto.

Queste direttive risultarono un totale fallimento ma la demonizzazione del grasso era ormai profondamente radicata nella cultura americana anche a causa delle ricerche del dott. Ancel Keys che hanno posto le basi per la lotta contro i grassi; questi causerebbero l’aumento dei livelli di colesterolo LDL (low density lipoprotein), di conseguenza un minor consumo di grassi porterebbe a un abbassamento del colesterolo e a una riduzione del numero di infarti da esso causati. Ma il suo metodo di ricerca tralasciava volontariamente ogni dato contrario alla sua teoria.

Nuove ricerche sostengono che sia l’eccessivo consumo di carboidrati, zuccheri e dolcificanti a causare l’innalzamento dei tassi di obesità e diabete di tipo 2. I carboidrati semplici infatti vengono digeriti dal nostro corpo come zuccheri, questi stimolano la produzione di insulina che porta a un accumulo eccessivo di cellule adipose e a un conseguente aumento di peso.

I grassi saturi aumentano i livelli di colesterolo LDL (che può portare problemi cardiaci) ma anche quelli di colesterolo HDL (che rimuove il col. LDL che si può depositare sulle pareti delle arterie), l’innalzamento di entrambi i tipi di colesterolo porta quindi a un naturale “lavaggio cardiaco” e un conseguente ottimo stato di salute. I grassi mono e polinsaturi sono dunque salutari e la dietra mediterranea, ricca di alimenti che ne contengono, è il miglior regime alimentare…e di certo non è priva di grassi!

Ma l’industria alimentare, che segue per motivi economici le mode e le principali correnti di pensiero, ha iniziato una grande produzione di alimenti poveri di grassi…le modifiche apportate agli alimenti per sopperire alla mancanza di grassi ne aumentano però il valore calorico. Le calorie provenienti da farine e cereali sono aumentate del 42% e obesità e diabete di tipo 2 sono diventate vere e proprie epidemie.

In conclusione la guerra contro i grassi, nonostante le evidenze scientifiche, non è certo terminata! Le abitudini dei consumatori sono troppo radicate e finché intere aziende si fonderanno sulla demonizzazione del grasso nulla potrà cambiare.

TIME, 23 giugno 2014

 

Articolo di Germana Busca di Le Ricette di Mamma Gy

20 giugno 2017