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C’era una volta un toast

Il “toast” è uno dei sandwich più diffusi al mondo, nato alla fine degli anni ’40, realizzato tostando due fette di pane in cassetta in una speciale griglia, il tostapane, che crea una tostatura croccante e piacevole, e farcito con prosciutto cotto e formaggio.  Ancor oggi ritenuto perfetto per una merenda, uno snack veloce.

Gli storici della gastronomia individuano la nascita del toast nella Francia mediovale. L’origine del nome, in realtà, significherebbe “bere alla salute di …” dal francese “tostèe” e indicherebbe l’usanza medioevale di mettere una fetta di pane tostato sopra ad una coppa di vino aromatizzato. La coppa veniva fatta circolare fra gli invitati, ma la fetta di pane spettava al festeggiato, a cui arriva per ultimo il bicchiere.

Si parla, però, di “toast” anche negli scritti di autori romani come Apicio. Il nome, infatti sembrerebbe proprio derivare dal latino “tostum“, ovvero abbrustolito, tostato.

Ne “Il grande dizionario di cucina” di Alexandre Dumas, del 1870, si racconta di un toast famoso, ovvero quello di Anna Bolena, moglie del re inglese Enrico VIII.  Anna era solita farsi il bagno circondata da numerosi gentiluomini, che la corteggiavano e si dissetavano attingendo l’acqua dalla sua vasca. Uno solo si rifiutò di bere e, quando gli venne chiesto il perchè, rispose: ” Perché mi riservo il toast!”

Le prime ricette riportano preparazioni “nobili” per questa pietanza: pane bianco, accompagnate anche da cacciagione per ristorare i nobili di ritorno dalle loro battute di caccia. Ma il suo successo non derivò tanto dalle nobili origini, ma piuttosto per il suo concetto di preparazione molto semplice, per essere diventato “cibo democratico”, per tutte le tasche. Oggi, la parola toast fa subito venire in mente qualcosa di rapido e facile da preparare e non certo una preparazione gastronomica destinata a grandi signori.

I primi toast venivano scaldati su una padella posta sopra al fuoco vivo, tostando solo un lato. Nel 1893 l’inventore scozzese Alan MacMasters ideò e brevetto ò il primo tostapane, il toaster, elettrico.  Non ottenne subito il successo che si aspettava, anche perché l’elettricità non era molto diffusa.

Poi ci fu il boom, quando l’americano Charles Strite, nel 1919, perfezionò l’invenzione, ideando il primo tostapane pop-up con timer, un metodo di fuoriuscita automatico che permetteva di scaldare il pane per il tempo desiderato, senza rischiare di farlo bruciare. L’elettricità sempre più diffusa, oltre alla diffusione del pane in cassetta, permisero al toast di diffondersi sempre più, diventando un prodotto conosciuto in tutto il mondo e anche di moda.

Negli Stati uniti è molto diffuso il “grilled cheese”, ovvero del pane tostato con solo il formaggio, mentre nel resto del mondo, prevale la ricetta classica che prevede anche l’aggiunta del prosciutto cotto.

In Italia viene preparato per lo più con il formaggio già in fette come le fettine di latte Inalpi oltre a del gustoso prosciutto cotto.

Poi, ovviamente, via libera alla fantasia.

Articolo e fotografia di Elisa di Rienzo di Il fior di cappero.

10 luglio 2017